calendar 10.10. 2016

Il divertimento del nuoto e dello sci ha il suo prezzo

Parchi acquatici e centri sciistici indoor attirano molti visitatori. Ma avete mai pensato a qual è davvero l’efficienza energetica? Cerchiamo di rispondere alla domanda di quale sia il potenziale di risparmio energetico per le piscine pubbliche. E scoprire quale necessita di più energia per utente: le piscine pubbliche o i centri sciistici al coperto?

Tropical Islands a sud di Berlino è considerato il secondo più grande parco acquatico coperto d’Europa: secondo il Global Attractions Report, circa 910.000 visitatori sono stati al parco nel 2014. Un paradiso artificiale di 66.000 metri quadrati. Il paesaggio tropicale è stato allestito nella ex sala Cargolifter, la più grande cupola autoportante di tutto il mondo. Dal punto di vista dell’efficienza energetica non è la scelta migliore: il suo guscio è realizzato in acciaio e lamiera; l’edificio è progettato per una temperatura interna di 19 gradi.

L’area per il nuoto e i bagni è riscaldata a 26 gradi, sebbene vaste aree del guscio non dispongano dell’isolamento termico come si può vedere dalle immagini termografiche. Le immagini mostrano che il vapore caldo delle piscine viene semplicemente scaricata dalla sala all’aria aperta.

I costi eneergetici: un’importante voce del bilancio

La tecnologia è stata poi modernizzata alcuni anni dopo l’apertura. Secondo un portavoce della società, citato dalla rivista tedesca „Focus“, il calore ora viene riciclato e utilizzato per il riscaldamento. Il fondatore Colin Au ha stimato che i costi energetici ammontino a 3 milioni di euro l’anno.

„I costi di funzionamento di una piscina coperta arrivano fino a 500.000 euro l’anno. Quindi un risparmio del 10% è una proposta molto interessante.“

Le piscine coperte pubbliche in genere fanno meglio – ma non tutte: „Molte piscine coperte sono state costruite più di 40 anni fa; allora i prezzi dell’energia non erano ancora molto rilevanti, l’attenzione si è concentrata sull’architettura e il rapporto qualità-prezzo,“ afferma Christian Dahm, ingegnere presso EnergieAgentur.NRW, che consiglia le autorità e gli operatori locali circa il potenziale di risparmio energetico. „Di media consigliamo una piscina coperta di 335 metri quadrati e che utilizzi circa 1,3 milioni di kWh di calore e di 0,37 milioni di kWh di elettricità all’anno“, riferisce Dahm. Con l’aumento dei prezzi dell’energia, salgono anche i costi. Le piscine pubbliche sono fortemente agevolate, ma molte rischiano di chiudere a causa dei costi. „I costi per la piscine ammontano fino a 500.000 euro l’anno. Quindi un risparmio del 10% è una proposta molto interessante“, spiega Dahm.

L’immagine termografica di Tropical Islands mostra ampie zone rosse e arancioni: queste sono aree prive di isolamento termico e con un’alta perdita di calore.

Risparmio energetico su larga e piccola scala

Sono sufficienti alcune semplici modifiche organizzative per tagliare i consumi. L’acqua più fredda di 1 grado riduce il fabbisogno di calore della piscina di circa il 10%. „Vale la pena dare un’occhiata a quando l’illuminazione esterna è accesa“, consiglia Dahm. „e anche spegnere alcune attrazioni, come i getti nella vasca idromassaggio, quando non vengono utilizzate.“ Convertire a LED il sistema di illuminazione o termoisolare uno scivolo esterno possono essere fatti con un costo gestibile.

Se gli operatori sono alla ricerca di un maggiore risparmio, devono affrontare una sfida complessa. Impianti pubblici interni ed esterni dispongono di attrezzature per il riscaldamento, la ventilazione e l’acqua della piscina; pertanto tali strutture sono per lo più modernizzate in concomitanza con la ristrutturazione dell’intero edificio.

Una ristrutturazione di successo è descritta da Energieagentur NRW in un articolo sulla piscina pubblica indoor Walter-Leo-Schmitz a Wipperfürth. Lì, l’opera completa di ristrutturazione prevedeva la sostituzione del tetto, l’installazione di un impianto ad energia solare e di un impianto di cogenerazione e la ristrutturazione dell’impianto di riscaldamento. Oggi, la piscina ha bisogno di una potenza termica di soli 700 kW, rispetto ai 2.300 kW di prima e le emissioni di CO2 sono state tagliate di circa 250 tonnellate all’anno.

Tuttavia, sarà sempre necessaria molta energia per mantenere l’acqua ad una temperatura piacevolmente calda in inverno. Tuttavia, lo stesso succede se si vuole trasformare l’acqua in neve d’estate. Ciò è dimostrato dalla storia, ancora relativamente giovane, dei centri tedeschi di sci indoord.

Sciare in piena estate?

Il primo centro sciistico al coperto tedesco ha aperto a Neuss nel gennaio 2001. Nel frattempo, ci sono ora sei centri coperti per lo sci in Germania con piste lunghe fino a 600 metri. Per consentire alle persone di sciare tutto l’anno, vengono installati circuiti di raffreddamento nel pavimento e la temperatura dell’aria viene raffreddata costantemente tra i -1 e i -4 gradi; ciò richiede potenti impianti di innevamento e di refrigerazione. Quindi, le sale vengono criticate, tra l’altro, per il loro elevato consumo di energia. Ma necessitano davvero di più energia rispetto alle piscine?

Secondo una stima fatta dal Bund Naturschutz nel 2010, il centro sciistico indoor di Neuss utilizza 5 milioni di kWh all’anno e vanta 840.000 visitatori l’anno dalla sua apertura con consumo di energia di circa 6 kWh per visitatore.

I centri sciistici indoor battono le piscine

Dal confronto, la piscina coperta utilizza in media 1.670.000 kWh di energia all’anno e ha tra 50.000 e 100.000 visitatori ogni anno. Se consideriamo una presenza di 100.000 visitatori, il consumo per ogni ospite è di 16,7 kWh quindi quasi tre volte superiore a quello dei centri di sci al coperto.

Economicamente parlando, i centri di sci indoor si trovano in una situazione economica simile a quella delle piscine pubbliche. „Nei sei anni e mezzo siamo stati operativi, non abbiamo mai avuto un profitto e nel migliore dei casi siamo riusciti a rimanere in pari, questo soprattutto a causa degli alti costi energetici“ ha detto l’amministratore delegato di Snow Dome in Bassa Sassonia, Jakob Falkner, in un’intervista alla rivista tedesca „Spiegel online“ nel marzo 2013.

„Nei sei anni e mezzo siamo stati operativi, non abbiamo mai avuto un profitto e nel migliore dei casi siamo riusciti a rimanere in pari, questo soprattutto a causa degli alti costi energetici.“

Di fronte a questa situazione gli operatori hanno investito in nuove tecnologie. Per esempio, la Snow Dome di Bispingen vicino ad Amburgo è stato chiusa per un anno e mezzo nel 2013 e completamente ristrutturata. Gli operatori dicono che il nuovo sistema di refrigerazione prevede di ridurre il consumo di energia di circa un terzo. La popolarità dei centri sciisti indoor mostra che l’alto consumo di energia non scoraggia i visitatori: molti centri di sci si sono sviluppati in parchi montani di svago con strutture alberghiere adiacenti. Essi sono ora considerati un’attrazione turistica importante e permanente all’interno delle loro regioni.



immagini: ista, grasundsterne, Tropical Islands, allrounder